Recuperare i crediti più difficili non ti fa dormire la notte?

recupero-crediti-napoliScopri come ridurre al minimo i tempi del recupero crediti senza perdere altri soldi in pratiche che non portano a niente.

 

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente ti sarà capitato di aver fatto i conti con qualche cliente che non ti ha pagato una fornitura e che per svariate ragioni ha ignorato ogni tua comunicazione verbale o scritta nel tentativo di trovare un accordo senza andare davanti al giudice.

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  • Ti anticipo subito che questo è forse l’articolo più importante che ho scritto fin’ora su questo Blog e che leggere tutto suo contenuto cambierà per sempre certe dannosissime abitudini che sei stato costretto a mettere in pratica perché mai nessuno ha voluto raccontarti certe cose!

  • Se non hai tempo di leggere tutto ora, ti consiglio di stampare queste pagine o di salvare l’articolo sul tuo PC per riguardarlo quando potrai dedicargli la giusta attenzione.

  • Se invece sei caldo, sei nella situazione che ho descritto prima allora non lasciare lo sguardo dallo schermo per nessun motivo, non te ne pentirai.

    Buona lettura!

*** ***

Quando allo scadere dei tempi concordati per il pagamento non hai visto arrivare il bonifico o il pagamento della ricevuta bancaria o ti sei visto rifiutare un assegno perché non c’erano soldi per coprirlo, un miscuglio di sensazioni miste di rabbia e terrore si sono scatenate dentro di te, perché forse nel tuo intimo ti sei detto:

Ecco, la frittata è fatta… vediamo che diavolo è successo, perché non ha pagato?”

Da quel momento iniziano tutta una serie di azioni che vengono alimentate da moltissime aspettative.

Non pensi mai che sei stato raggirato, almeno non subito… perché avevi fiducia di quel cliente e pensavi di averlo selezionato in modo corretto: oltre che a fidarti del cliente ti fidavi ancor più del tuo istinto e della tua capacità di riconoscere un buon pagatore da un cattivo pagatore.

Le aspettative che ti crei non fanno altro che venire deluse, perché se alla prima telefonata riesci a parlare con qualcuno dell’ufficio amministrazione del tuo cliente, forse alla seconda o terza chiamata sarà scoppiata qualche epidemia letale che ha sterminato tutti e il telefono rimarrà tra le tue mani in completo silenzio… Lo stesso silenzio che trovi al cimitero!

Volevo comunque dirti che stanno tutti bene, stai tranquillo! Forse hanno già ricevuto, scartato, letto e cestinato anche gli avvisi che hai inviato per posta a dirla tutta…

Allora ti viene subito in mente che non deve aver funzionato qualcosa da parte tua, che forse l’età avanza e non hai più la forza di star dietro agli affari come quando hai iniziato o che forse sei ancora troppo giovane o inesperto e che ti stai facendo le ossa – dipende se sei un vecchio lupo di mare o un novello imprenditore.

Ti voglio dare quattro buone notizie, anche se significherà una magra consolazione probabilmente:

  1. non stai perdendo colpi,
  2. il tuo fiuto per gli affari non si sta esaurendo,
  3. non sei un pivello buono a nulla…
  4. il problema principale non sei tu, non per forza e non sempre!

Quindi dopo questa presa di coscienza fatti forte di una verità che non devi ignorare mai più:

L’affidabilità dei tuoi clienti è continuamente messa in discussione da fattori che spesso non dipendono neanche dalla loro volontà o cattiva fede.

Come dicono gli americani “Shit happens” che sta a significare che non sempre le cose girano per il verso giusto e per come ci aspettiamo. 🙂

Più volte nel blog hai letto di come il sistema di indebitamento tra cliente e fornitore sia paragonabile ad una spirale in cui basta entrare una volta per venire risucchiato; per venirne fuori servono sforzi economici così grandi enormi ed il tempo che si impiega sarà talmente lungo che ti porterai questi problemi per anni!

Ti sei già reso conto di questa affermazione molto prima di me forse, non ti serviva leggerla qui per averne piena coscienza, lo immagino.

Quando poi la pazienza raggiunge il suo limite, e questo non avviene in tempi brevi – perché tu sei una brava persona – allora prendi il coraggio a due mani e ti decidi ad avviare la pratica in maniera giudiziale, ossia:

  • ottenere il decreto ingiuntivo;
  • ottenere l’atto di precetto;
  • ottenere la disposizione al pignoramento;
  • fino ad avanzare, eventualmente, la procedura fallimentare.

In pratica hai incaricato il tuo legale di fiducia (o un’agenzia di recupero crediti) di vedersela lui con un giudice per obbligare il tuo debitore a pagarti quell’insoluto (comprensivo delle spese che hai dovuto affrontare e degli interessi).

  • Con il decreto ingiuntivo il tuo cliente ha avuto 40 giorni di tempo per pagarti;
  • Con l’atto di precetto è stato intimato di provvedere entro altri 10 giorni al pagamento…
  • Se queste due azioni non hanno portato alla chiusura della pratica perché il cliente non ha pagato allora punti tutto sul pignoramento, ossia la sottrazione di beni del tuo cliente debitore a tuo favore, così da segnare la fine del calvario una volta per tutte… ma anche qui forse è capitato che non hai cavato un ragno dal buco.

Come dice spesso un mio caro amico recuperatore: “se non hanno i soldi per pagare un legale per l’opposizione al decreto ingiuntivo certamente non hanno i soldi per pagare neanche il debito” Quindi caro lettore questo è un problema!

bancarottaCosa fare quindi a questo punto? Richiedi l’avvio della procedura fallimentare del tuo cliente?

 

Io non so tu come la vedi, ma la maggior parte degli imprenditori con cui ho affrontato questo argomento mi ha confessato di non avere mai avuto la voglia di “fare così male” ad un altro imprenditore.

Specialmente perché ha visto già andare in fumo una barca di soldi per tutte queste pratiche legali fino a quel momento, ha dovuto giustamente pagare all’avvocato tutte le spese vive per avviare ogni passaggio che hai letto e non crede più che altri sforzi economici potranno portare ad una soluzione positiva della vicenda.

Per cui molti imprenditori mandano al diavolo tutto e dopo questa trafila infinita, trascorsi dai 6 ai 12 mesi (il tempo dipende da moltissime variabili che tu non puoi controllare), decidono che la sola strada è quella di portare in perdita sul bilancio il credito inesigibile (ossia che non c’è verso di recuperare) e chi s’è visto s’è visto.

Tu sai bene di non essere il solo a trovarti in questa situazione, considerando il momento di forte difficoltà economica che stanno attraversando le piccole e medie imprese negli ultimi anni, ma forse non sai che centinaia di imprenditori oggi hanno adottato un sistema per venire fuori da questo casino utilizzando uno strumento abbastanza difficile da trovare in giro, perché non viene molto promosso e pubblicizzato.

Si tratta di un insieme di notizie redatte da professionisti specializzati in investigazioni patrimoniali che fondono dati di carattere pubblico, quindi ufficiale, con altri dati ufficiosi (cioè dati reali ma proposti in maniera confidenziale) che permettono di avere vantaggi strategici a favore dell’imprenditore.

Continua a leggere per sapere come funziona questo sistema se ti trovi in questo momento con una o più fatture insolute o se un ritardo di un tuo cliente ti sta dando particolare ansia visto che in giro stai sentendo voci poco rassicuranti sul suo conto.

Facendo un rapido riepilogo di quello che succede nella pratica oggi, cioè delle azioni che hai fatto anche tu per affrontare il problema del recupero crediti possiamo riassumere così le fasi:

  1. Fornitura al cliente >>> Emissione fattura.
  2. Scadenza termini di pagamento >>> Pagamento non ricevuto.
  3. Comunicazioni Telefoniche >>> Pagamento non ricevuto.
  4. Comunicazioni cartacee con supporto del legale >>> Pagamento non ricevuto.
  5. Avvio procedura Giudiziale >>> Tira fuori i soldi.
  6. Ottenere decreto ingiuntivo >>> Tira fuori altri soldi.
  7. Ottenere atto di precetto >>> Tira fuori ancora altri soldi.
  8. Fai il pignoramento >>> Forse prendi i soldi >>> Non hai preso niente manco ora.
  9. Avanzi l’istanza di fallimento >>> Altri soldi da mettere sul piatto >>> Forse tra qualche anno recuperi una percentuale ridicola del credito che avanzavi.
  10. Messa a perdita del credito non recuperabile; Cessione del credito o rinuncia del credito.

A questo punto è doveroso farti quattro domande molto serie. Prenditi il tempo necessario per risponderti con schiettezza, perché devi dare una risposta a te stesso e non a me…

  1. Quanti soldi hai speso per recuperare?

  2. Se hai recuperato quanto sei riuscito a metterti in tasca?

  3. Ti è convenuto alla fine seguire tutti questi articolati e faticosi passaggi?

  4. Hai dovuto aspettare solo un anno o alcune complicazioni hanno allungato anche di più i tempi?

    Dopo esserti risposto onestamente adesso guarda cosa puoi fare per snellire in maniera eclatante questo processo, sfruttando le possibilità che la legge ti dà per decidere anche se è davvero conveniente o no intraprendere un’azione di recupero giudiziale.

Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) art. 101, comma 5 dichiarava che

la deduzione è permessa solo nel caso in cui la situazione d’insolvenza del debitore è supportata da elementi “certi” e “precisi” che indicano l’intervenuta definitività della perdita del credito, in tutto o in parte

  • Ossia se si prova che il debitore è impossibilitato a pagare è possibile mettere il perdita l’importo dell’insoluto ai fini fiscali.

Successivamente il Decreto Sviluppo (D.L. 883/2012) ha definito con più chiarezza anche i termini e le entità che permettono questa azione, nel particolare specifica cosa si intende per crediti di modesta entità (che prima si identificavano difficilmente) e facendo la differenza tra le aziende per dimenzione in termini di fatturato generato in un anno

Il metodo più veloce per venire a capo di tutto questo casino

Visto che hai dato prova di vero interesse per essere arrivato fino a qui con la lettura voglio darti la possibilità di conoscere un metodo veloce ed economico per avviare una pratica di recupero crediti dai risultati sicuramente positivi, prima che ti imbarchi di nuovo in questo viaggio della speranza.

Hai chiaro il concetto che avere effettuato una vendita senza nessun tipo di azione preventiva e di valutazione accurata ha portato come effetto il mancato pagamento ed ora devi decidere se davvero vuoi scommettere altri soldi per tentare di recuperare quello che teoricamente nell’arco di qualche settimana doveva essere già sul tuo conto corrente.

Allora potrai usare dei prodotti informativi e investigativi che vengono chiamati “report di post fido” (ossia rapporti informativi per la fase successiva alla concessione di un fido ai clienti) per avere una valutazione di fattibilità di recupero in un tempo veramente ridicolo, comprensivo di una accurata analisi patrimoniale ed espressione di una valutazione della reale possibilità di vedere onorato il debito anche a fronte di un’azione di recupero giudiziale.

  • Il concetto è semplice e non è neanche troppo distante dalla tua personale deduzione, rispondi a questa semplice domanda e ti renderai conto che non ti sto prendendo in giro:

Immagina di avere un credito da dover recuperare, magari sono già passati sei mesi e quindi la situazione finanziaria del tuo cliente non è uguale a quando hai accettato l’ordine e fatta la fornitura

Stai iniziando dei tentativi di contatto telefonico per sentire le ragioni del cliente o hai già fatto una raccomandata a/r (ossia con la ricevuta di ritorno) sotto consiglio del legale per richiedere il pagamento… i risultati che ottieni sono uguali a zero.

  • Hai intenzione di iniziare quindi tutta la trafila che hai letto nelle righe qui sopra ma hai tra le mani un “report di post fido” dove dati certi e valutazioni chiare che ti dicono che qualsiasi eventuale azione di recupero vorrai tentare non darà esito positivo: cosa fai?

A) Prendi lo stesso una carriola di banconote e le destini ad un falò inutile

oppure

B) Alleghi il report alla lettera che il tuo legale redigerà per avanzare la messa in perdita del credito ai fini fiscali?

  • Se invece il rapporto informativo ti dice che puoi senza ombra di dubbio ottenere il tuo risarcimento e ti fornirà tutti gli elementi patrimoniali che serviranno anche al tuo legale per soddisfare gli iter giudiziali fino al pignoramento, cosa farai?

Non dirmi che aspetterai di leggere sui giornali, dopo mesi e mesi, che il tempo ti ha giocato un brutto scherzo e che quel debitore non è più in grado di pagare neanche le sigarette e le gomme al bar.

>>> Voglio sentirti dire che istantaneamente metti in moto tutta la macchina della procedura supportato dal tuo legale per chiudere brevissimamente il contenzioso e tornare a farti gli affari tuoi senza doverti leccare le ferite come un cane bastonato!

Ecco cosa significa sfruttare i vantaggi di certi prodotti informativi:

  • significa snellire i tempi di attesa per pratiche normalmente lunghe,
  • snellire i costi operativi che altrimenti lieviterebbero,
  • significa raggiungere la meta senza avere versato una goccia di sudore di troppo!

Cosa devi fare adesso per portarti avanti e ridurre al minimo i tempi del recupero crediti senza perdere altri soldi in pratiche che non portano a niente

Semplicissimo, non devi fare altro che contattarmi tramite e-mail all’indirizzo: info(chiocciola)clientiselezionati.it

stop, nient’altro!

L’articolo finisce qui, spero di avere mantenuto la mia promessa di non rendere noiosi i contenuti di questo blog con termini troppo tecnici.

Se hai ancora qualche dubbio non esitare a scrivere un commento sul blog riempiendo il modulo sotto l’articolo e se hai trovato utile ed interessante il contenuto di oggi condividilo con chi vuoi sui social che preferisci.

Io ti ringrazio per avere avuto ancora la voglia di leggere fino in fondo, spero che troverai utili anche gli altri articoli già pubblicati, dedicati a te, ai tuoi guadagni e alla tua serenità per fare impresa oggi nel migliore dei modi.

Un saluto e buon lavoro!

Luca

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