Sei un dipendente di una azienda privata e hai paura di perdere il tuo lavoro se l’azienda fallisce?

ragazza di spalle stressata“CHI MI TUTELA? CHI SI PRENDE CURA DI ME? IO STO RISCHIANDO IL MIO POSTO DI LAVORO?” 

LA VERA STORIA DI ROBERTA, IMPIEGATA IN AMMINISTRAZIONE

In questo articolo voglio raccontarti la storia di una ragazza, che lavora come responsabile in un ufficio che cura l’amministrazione di un’azienda che produce e vende imballaggi per prodotti agricoli.

Sono costretto a usare un nome finto, per ovvie ragioni, ma la storia che stai per leggere è reale e l’ho sentita con le mie orecchie!

Roberta ogni giorno si alza alle cinque del mattino per andare in ufficio a 10 km di distanza da casa sua, lei lavora un’azienda che produce e vende all’ingrosso tutti gli articoli per confezionare gli ortaggi che vedi esposti nella tua bottega sotto casa: dalla cassetta per le verdure ai cestini per i frutti di piccole dimensioni etc…

Lavora in questa azienda che esiste da 40 anni ed è già passata dalle mani del fondatore a quelle del figlio ed ora la terza generazione inizia a prendere in mano le redini dell’azienda.

Un azienda come ne conosci tante anche tu, dove si lavora, si fatica, si combatte con tutti i problemi dettati dal mercato:

  • prezzi in continuo ribasso

  • concorrenza sempre maggiore

  • clienti soggetti a problemi legati anche ai fattori climatici

  • fornitori che si alternano

  • tasse e cartelle pazze di Equitalia…

Per alcuni aspetti forse potresti anche riconoscerti in questa realtà… ma torniamo al cuore della storia.

Roberta è diplomata alla ragioneria ed è una ragazza molto molto in gamba, ama il suo lavoro e negli anni ha visto nel suo datore di lavoro una figura importante, per alcuni aspetti rivede suo padre: è duro molte volte con lei ma lo fa per mantenerla sempre sveglia e focalizzata sul lavoro, anche perché i conti li tiene lei, ha una grande responsabilità…

Non sono però mancate le occasioni in cui Roberta si è vista riconoscere vera gratitudine da parte del capo, questo ha creato un senso di appartenenza all’azienda: “Si è vero, io con questo lavoro ci mangio tutti i giorni e ci pago le bollette… ma sento l’azienda anche un po’ mia, faccio sempre del mio meglio perché sto curando interessi anche miei!”

Il capo di Roberta sa bene che il lavoro che lei svolge è importante ma lui resta comunque il capo e certe idee che la ragazza esprime proprio non le capisce, anzi le capisce ma gli sembrano poco pratiche, che stanno ben lontane dalla vita vera!

Bene, sta di fatto che Roberta in questi anni ha visto crescere il numero di clienti che si rivolgevano alla sua azienda, ha anche visto molti clienti portare tanto lavoro, tanto fatturato.

Mentre parlavo con lei però non ho visto proprio un’aria serena nel suo sguardo e le ho chiesto se aveva qualcosa che la preoccupava:“Non ci sto capendo più niente, da due giorni ho un’ansia addosso… non lo voglio ammettere ma qui la situazione è più disperata che critica!”

Mi racconta che l’azienda da qualche anno ha avuto un calo nei fatturati a causa di alcuni concorrenti molto più grossi che si sono proposti con condizioni di mercato che la sua azienda non riesce a sostenere.

Anche loro hanno provato a concedere sconti e tempi di pagamento più comodi, tanto che il suo capo era ormai considerato molto bene da tutti i clienti e non ha mai fatto problemi loro, visto che con una stretta di mano aggiustavano tutto.

Non hanno mai neanche avuto bisogno di rivolgersi alle banche o finanziarie per ottenere crediti, hanno sempre fatto tutto con le loro forze!

Anche se vantavano crediti con alcuni clienti più fidati e storici, adottando la politica “siamo nella stessa barca, veniamoci incontro…” il numero di questi crediti aumentava così tanto che hanno iniziato a cercare un legale per fare la prova e vedere di recuperare qualcosa che era andato perso.

Adesso però sono venute fuori altre situazioni, per cui è necessario scegliere tra due strade da prendere:

  1. Rivolgersi a qualcuno per ottenere un finanziamento

  2. Fare causa a metà dei loro clienti per fargli pagare tutti gli insoluti

Mi raccontava che avendo clienti che per la maggior parte sono piccole realtà ed alcune srl il titolare è convinto che non c’è più niente da fare, che quei poveretti di agricoltori stanno combattendo per mettere insieme il pranzo con la cena, che quella tale società ha fatto il tappo a mezzo paese…

In effetti non potevo che dare ragione a Roberta, perché di storie simili ne ascolto a decine e decine!

Ad un certo punto mi guarda e dice: ” Ma lo sai che mi alzo alle cinque per venire puntuale a lavoro e stacco tardi tutti i pomeriggi perché io sola ci capisco qualcosa di carte qui? L’altro giorno mi sono chiesta se il mese prossimo avrò ancora questo lavoro oppure dovrò cercarmi l’avventura!”

Un amico commercialista qualche giorno prima le ha detto qualcosa che lei non stava neanche ascoltando, stava pensando ad altro in quel momento… fino a quando non ha sentito la parola BANCAROTTA!

Non so se tu che stai leggendo hai mai avuto sentito parlare di certe problematiche ma mi preme darti l’idea di una cosa: le aziende italiane che falliscono ogni giorno (se ti riporto i numeri resti senza parole…) oggi come oggi hanno come motivo del loro default l’altissimo valore di crediti insoluti!

Cioè sono aziende che hanno fatturato ma che non hanno incassato.

Basta cercare su Google le notizie relative all’imputazione del reato di bancarotta fraudolenta verso l’imprenditore che non ha provato ad esigere i crediti e vedrai tu stesso la sentenza della corte di cassazione, non sto raccontando frottole!

In Sicilia 894 aziende sono state dichiarate fallite nel 2014, non stiamo contando le cessazioni, i concordati preventivi… nel primo trimestre del 2015 oltre 200 aziende già sono fallite, 

SOLO IN SICILIA…

Roberta, che queste cose le sa, perché legge e si documenta, ha giustamente paura di rimanere senza lavoro, ha una fifa da matti… ed ha ragione ad averne!

Sei curioso di sapere come sono andate le cose a Roberta e l’azienda per cui lavorava?

Continua a leggere qui che ora ti racconto…

Roberta ha parlato con me una seconda volta, un’altro giorno, perché non poteva certo intrattenermi tutto il giorno quella volta…

Ma questa seconda volta mi ha fatto conoscere il suo capo, che mi ha confermato le cose critiche di questa storia e mi ha fatto capire che secondo lui non ci poteva essere nessun margine di azione per cambiare la rotta della sua società, ovvero che “Ormai i cancelli si sono aperti e le vacche sono scappate”: quello che è perso è perso!

Ed è Vero: Quello Che è Perso è Perso… Ma Non Tutto è Perso!

  • NON TUTTI I CREDITI CHE NON RIESCI A RECUPERARE SONO DAVVERO IRRECUPERABILI

  • NON TUTTI I CLIENTI CHE REPUTI INAFFIDABILI LO SONO REALMENTE

  • NON TUTTI I TUOI CLIENTI FIDATI RIPAGHERANNO LA STESSA FIDUCIA CHE GLI DAI

  • NON DEVE DIPENDERE SEMPRE DAGLI ALTRI LA BUONA RIUSCITA DI UN PROGETTO

  • GESTIRE LA CLIENTELA CON GLI STRUMENTI GIUSTI EVITA IL TUO FALLIMENTO 

Oggi le cose per Roberta sono cambiate, ha ottenuto anche un regalo dal suo capo: sta potendo attuare alcune sue idee (che prima erano considerate fantascienza da lui) per curare il marketing della sua azienda per portare nuovi clienti a fornirsi da loro.

Ha continuato a studiare le più efficaci tecniche di comunicazione e ha già ottenuto nuovi contatti anche se anche lei oramai pensava che fosse impossibile!

  • Se anche tu come Roberta e  il suo capo vuoi evitare di vedere andare in fumo tutto il tuo lavoro

  • Se anche tu vuoi riprendere in mano le redini della tua società

  • Se anche tu vuoi guardare alla tua azienda con lo scopo di un nuovo obbiettivo

Liberati una volta per tutte dagli insoluti 

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Buon Lavoro e alla prossima!

Luca

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